Proposta per il settore giovanile e scolastico del calcio in Friuli Venezia Giulia

Il ragazzo al centro

Ogni società accoglie i ragazzi che può davvero seguire: con spazio di campo adeguato, allenatori qualificati e retribuiti, una rosa stabile e una quota trasparente per le famiglie. Nelle prime squadre crescono i giovani del territorio.

Leggi la Carta dei principi Cosa cambia

Perché una riforma

Oggi il numero di tesserati di una società dipende dalla sua capacità di raccogliere iscrizioni, non dallo spazio e dagli allenatori di cui dispone. Le quote di iscrizione non coprono il costo reale dell'attività: la differenza è sostenuta da volontari, sponsor e campi concessi, e resta invisibile.

Nelle prime squadre l'obbligo di impiego dei giovani riguarda ragazzi di 18 e 19 anni e viene spesso soddisfatto tesserando giocatori da fuori, anziché valorizzando il vivaio. La proposta parte da una domanda semplice: che cosa può garantire una società a ciascun ragazzo che accoglie?

Carta dei principi

La Carta è il fondamento del progetto: quattro sezioni e dodici articoli. Ogni regola, parametro e sanzione ne è l'applicazione e va interpretata alla loro luce.

Sezione I Il ragazzo

Art. 1 · Il ragazzo al centro
Ogni decisione di una società, di un allenatore e degli organi federali si misura sull'interesse del ragazzo che gioca: la sua crescita sportiva, educativa e umana viene prima del risultato.
Art. 2 · Diritto al gioco
Ogni tesserato ha diritto a giocare davvero: uno spazio di campo adeguato alla sua età, un allenatore che lo segua, una parte significativa dei minuti di ogni gara.
Art. 3 · Nessuno escluso
Nessun ragazzo resta senza squadra. I limiti posti alle società non possono tradursi nell'esclusione di un bambino dall'attività.
Art. 4 · Tutela della crescita
Il carico di allenamento e di gara è proporzionato all'età. La salute del ragazzo prevale su ogni esigenza sportiva.

Sezione II La società sportiva

Art. 5 · Stabilità
Il ragazzo non è oggetto di mercato. La squadra che lo accoglie a inizio stagione se ne assume la crescita fino al termine, senza sostituirlo con un altro a stagione in corso.
Art. 6 · Capacità reale
Una società tessera soltanto i ragazzi che può seguire: il numero dei tesserati è limitato dai campi, dalle ore e dagli allenatori di cui dispone. Il calcio si gioca su erba naturale: la minore capacità di un campo in erba non deve diventare uno svantaggio per chi lo cura e lo usa.
Art. 7 · Dignità del lavoro educativo
Chi allena ragazzi svolge un lavoro educativo: deve essere qualificato e ricevere un corrispettivo proporzionato a qualifica, esperienza e impegno.

Sezione III Economia e mutualità

Art. 8 · Trasparenza e costo giusto
La quota di iscrizione corrisponde al costo reale dell'attività, è uguale per tutti i tesserati della società ed è resa pubblica insieme alle voci che la compongono.
Art. 9 · Mutualità
Le risorse del sistema restano nel calcio giovanile del territorio. Chi rispetta le regole beneficia delle risorse di chi non le rispetta; le famiglie in difficoltà sono sostenute dal fondo comune.

Sezione IV Territorio, responsabilità e controllo

Art. 10 · Territorio e vivaio
Le prime squadre valorizzano i ragazzi del proprio settore giovanile o di quelli vicini; le società dello stesso territorio cooperano invece di contendersi i giocatori.
Art. 11 · Responsabilità degli adulti
Le sanzioni colpiscono le scelte degli adulti che guidano le società, mai i ragazzi e mai i risultati conquistati in campo: non esistono penalità in classifica.
Art. 12 · Misurabilità
Ogni regola è misurabile e verificabile. I dati che ne dimostrano il rispetto sono accessibili, in tempo reale, a chi ne ha titolo.

Cosa cambia

Spazio per ogni ragazzo

Il numero di tesserati del settore di base dipende dalla capacità certificata dei campi, misurata in metri quadri per ora. Ogni categoria ha il proprio fabbisogno di spazio, proporzionato all'età e al formato di gioco.

Rose stabili

Nel settore agonistico ogni squadra deposita a inizio stagione una lista di 22 ragazzi, bloccata fino al termine. Nel settore di base la rosa non supera 1,6 volte i giocatori in campo: in media ogni bambino gioca due terzi di ogni gara.

Allenatori qualificati e retribuiti

Almeno un allenatore ogni 9 tesserati e almeno uno per gruppo. Ogni allenatore riceve un corrispettivo minimo, calcolato su qualifica, anzianità, ore di attività e chilometri percorsi.

Quota trasparente

La quota copre il costo reale dell'attività (campi, allenatori, altre spese), è uguale per tutti i tesserati della società ed è pubblica, con tutte le voci che la compongono.

Il calcio si gioca su erba

Chi mantiene un campo in erba naturale e vi gioca le gare dell'agonistico ottiene un premio più alto dal fondo. Nei bandi regionali, priorità alla manutenzione dell'erba rispetto alla conversione in sintetico.

Vivaio nelle prime squadre

I fuori quota diventano ragazzi di 16 e 17 anni del proprio settore giovanile o di una delle 5 società più vicine. L'obiettivo è di 90 minuti per gara, calcolati sull'intero girone, senza obbligo partita per partita.

Nessuna penalità in classifica

Le sanzioni riguardano le scelte degli adulti: perdita del deposito di garanzia e limiti al tesseramento. I risultati conquistati in campo non si toccano.

Nessuno escluso

Quando una società raggiunge il proprio limite, le famiglie vengono indirizzate verso le società vicine con posti liberi. Dove non ce ne sono, è ammessa una deroga fino al 10%.

Le categorie

Valori di riferimento da allineare alle norme FIGC
CategoriaFormatoCampo di garaAllenamentoRosa massima
Piccoli Amici 5–6 anni3 contro 320 × 15 m2 × 2 ore + gara5
Primi Calci 7–8 anni5 contro 540 × 25 m2 × 2 ore + gara8
Pulcini 9–10 anni7 contro 760 × 40 m3 × 2 ore + gara11
Esordienti 11–12 anni9 contro 970 × 50 m3 × 2 ore + gara14
Agonistico Under 14 – Under 1911 contro 11105 × 65 m3 × 2 ore + gara22 (lista)

Per le famiglie

  • Tempo di gioco garantito. Rose proporzionate al campo e ai giocatori in gara: nessun bambino resta in panchina per intere partite.
  • Allenatori preparati. Qualifiche verificate e un allenatore ogni 9 ragazzi al massimo.
  • Una quota che si può leggere. Ogni famiglia vede quanto costa un'ora di attività e da quali voci è composta la quota.
  • Dote famiglia. Le famiglie con Carta Famiglia e ISEE fino a 35.000 € possono recuperare dalla Regione fino a 500 € all'anno per ogni figlio minore. La società rilascia una ricevuta valida per la richiesta.
  • Stabilità. Chi entra in squadra a inizio stagione ci resta fino alla fine.

Per le società

Un fondo che premia chi rispetta le regole

Il fondo è alimentato dalle iscrizioni, dai depositi trattenuti e da una quota della FIGC, e viene ripartito tra le società virtuose. Il premio è scalato dalle quote delle famiglie nella stagione successiva.

Un deposito al posto delle multe

Ogni società versa 30 € per tesserato, anche a rate. Il deposito torna indietro l'anno successivo se non ci sono violazioni: è l'unica sanzione in denaro prevista.

Più valore a chi fa di più

Il premio è pesato con un coefficiente di virtuosità: campo in erba naturale mantenuto, gare dell'agonistico su erba, qualifiche degli allenatori oltre il minimo, minutaggio dei ragazzi.

Un cruscotto digitale unico, gestito dal Comitato Regionale, calcola in tempo reale capacità, rapporti, deposito, premi e minuti dei fuori quota, e segnala gli scostamenti dalle regole. Le società in eccedenza rientrano gradualmente, in non più di quattro stagioni, senza escludere nessun ragazzo già tesserato.

I fuori quota nelle prime squadre

OggiCon la proposta
Età18 e 19 anniSolo 16 e 17 anni, status valido fino a fine stagione
Obbligo2 fuori quota in campo per tutta ogni gara90 minuti per gara, calcolati sull'intero girone
ProvenienzaNessun vincoloSettore giovanile della società o di una delle 5 società più vicine
Se non si rispettaPerdita della garaLimite ai nuovi tesseramenti di maggiorenni

Chi impiega un fuori quota di un'altra società riconosce alla società che lo ha formato un contributo di formazione di 0,35 € per minuto giocato, vincolato al settore giovanile. Il ragazzo resta tesserato con la propria società; ogni altro pagamento è vietato. Una sola gara ufficiale per fine settimana tutela il carico dei più giovani.

Il percorso

La proposta può partire senza attendere modifiche nazionali, procedendo su tre livelli.

  1. Patto regionale volontario

    Le società aderiscono a un patto promosso da Comitato Regionale LND, Settore Giovanile e Scolastico e Regione FVG: accettano regole, controlli e deposito e accedono al fondo premi.

  2. Regolamenti dei campionati regionali

    Entro i margini già concessi, il Comitato Regionale introduce regole di partecipazione, come l'elenco dei calciatori utilizzabili per squadra.

  3. Sperimentazione autorizzata

    Le misure che toccano norme nazionali si chiedono a LND e FIGC come sperimentazione limitata al Friuli Venezia Giulia, con valutazione finale.

Cronoprogramma proposto

  1. Ottobre 2026 – gennaio 2027PreparazioneVerifica legale, bilanci di un campione di società, intesa tra gli enti
  2. Entro febbraio 2027RichiestaSperimentazione a LND e FIGC, adesioni al patto
  3. Stagione 2027/28Prima stagionePatto e regolamenti regionali, cruscotto attivo
  4. Stagione 2028/29Seconda stagioneSperimentazione autorizzata, rientro delle eccedenze
  5. Giugno 2029ValutazioneRapporto finale e proposta di norma nazionale

Le date sono indicative e vanno concordate con gli enti coinvolti.